
(TMnews)-L’ inatteso indebolimento di gennaio deriva dal settore dei servizi: l’ indice Pmi relativo alle imprese del terziario ha segnato un calo da 49,4 punti, da 50,4 punti a gennaio, mentre sulle imprese dell’ industria manifatturiera ha mostrato un lieve incremento, a 49 punti dai 48,8 punti di gennaio. Secondo Markit la produzione è aumentata in Germania e Francia, ma in entrambi i casi il tasso di espansione è risultato essere leggermente più debole di quello registrato a gennaio. Nel resto dell’ area euro la produzione è calata lievemente, ma ad un tasso più netto di quello registrato a gennaio.
Gli ordini inevasi calano in tutta la regione per l’ ottavo mese consecutivo, ma a tassi più deboli sia nel manifatturiero che nel terziario. Si tratta della riduzione generale più bassa degli ultimi sei mesi. Tuttavia, rileva ancora la società di ricerche, la combinazione tra il calo delle nuove commesse acquisite e dell’ inevaso ha portato le aziende intervistate a tagliare sul personale, causando così, per il secondo mese consecutivo, una leggera riduzione dell’ occupazione.
Il capo economista di Markit, Chris Williamson, citato in un comunicato, ha giudicato il dato “alquanto deludente”. E “evidenzia il rischio continuo che la regione possa nuovamente scivolare in recessione. Nonostante le condizioni generali stiano mostrando segni di stabilità in questo inizio di nuovo anno, rappresentando così un netto miglioramento rispetto alla generale e profonda depressione dello scorso anno, l’ Eurozona non è affatto considerata fuori da ogni pericolo”.
Incoraggiante invece “vedere come la fiducia continui a crescere – ha proseguito Williamson – alla luce del flusso di notizie migliori circa la crisi dei debiti sovrani e i nuovi stimoli attuati dalla Bce. Ma anche le aziende tedesche risultano incerte circa le previsioni future, e molte di loro stanno chiaramente cercando di tagliare i costi, dove possibile, nella speranza di risultare più competitive in un clima economico più difficile”.
Intanto “continuano ad essere evidenti le forti divergenze a livello di performance all’ interno della regione, con la lieve crescita in Germania che contrasta con la netta flessione dei paesi periferici. E data la mancanza di domanda interna in quei paesi periferici colpiti dalle misure di austerità – ha aggiunto l’ economista – questa divergenza sembra essere destinata a durare ancora a lungo”.
I dati sull’ indice Pmi oggi sembrano aver contribuito non poco a nuovi indebolimenti delle Borse europee. A fine mattina Milano si attesta al meno 0,34 per cento, Londra al meno 0,35 per cento, Parigi meno 0,36 per cento, Francoforte meno 0,88 per cento. Poco mosso l’ euro a 1,3231 dollari.
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