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L’export laziale supera la crisi e riprende a correre
RCN19 -

L’export laziale supera la crisi e riprende a correre

RCN - 10 Dicembre 2010

Unioncamere Lazio: nei primi 7 mesi dell’anno +18,8% rispetto allo stesso periodo del 2009

Boom del “made in Lazio” a luglio 2010: +39,39% rispetto allo stesso mese del 2009. Un dato nettamente superiore alla media italiana che si è attestata al +12,41%. Grazie alla performance di luglio, il dato complessivo delle esportazioni regionali nei primi sette mesi del 2010 sale al +18,80% rispetto allo stesso periodo del 2009 (cfr. Italia +12,39%). La crescita dei primi sette mesi del 2010 spinge il valore dell’export regionale a 8,3 miliardi di euro con un incremento di oltre 1,3 miliardi di euro sullo stesso periodo 2009.

I buoni risultati del 2010 portano la quota dell’export laziale sul totale nazionale al 4,28% in aumento rispetto al 4,05% dei primi sette mesi del 2009.
La crescita dell’export laziale, comunque, non deve far dimenticare che in termini assoluti il Lazio registra valori inferiori alle principali regioni esportatrici italiane che sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

A livello nazionale il valore complessivo delle esportazioni di merci è aumentato del 12,39% rispetto allo stesso periodo del 2009, passando da circa 173 miliardi di euro a circa 195 miliardi di euro. Questi, in estrema sintesi, i principali risultati che emergono dallo studio dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione del Lazio, realizzato da Unioncamere Lazio e Università LUISS “Guido Carli”.
Per analizzare i dati nel dettaglio (settori merceologici, mercati di sbocco e province), il periodo di riferimento per il quale sono disponibili questi approfondimenti è il primo semestre 2010.

Dall’analisi dell’export laziale per settori merceologici si evidenzia che, nel primo semestre 2010, il settore più competitivo sui mercati internazionali è stato quello degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, comparto che da solo rappresenta il 29,42% dell’export laziale, per un valore totale che supera i 2 miliardi di euro, in aumento del 30,60% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Altri due settori molto rilevanti per l’export regionale sono: sostanze e prodotti chimici e coke e prodotti petroliferi raffinati, con una quota rispettivamente del 12,49% e del 10,58% sul totale dell’export del Lazio. Questi due settori insieme generano circa 1,6 miliardi di euro di export.
L’Unione Europea a 27 costituisce la principale macro-area di destinazione per tutte le province laziali; è Rieti a registrare la maggiore concentrazione dell’export in questo mercato, con una percentuale dell’84,59% del totale delle merci vendute all’estero. Il secondo mercato più rilevante per Frosinone, Rieti e Viterbo è invece costituito dai Paesi europei non UE, che assorbono rispettivamente il 5,29%, il 3,63% e l’11,22% dell’export provinciale. Latina, invece, si posiziona molto bene in Asia Orientale, dove realizza il 13,49% delle sue esportazioni nel primi sei mesi del 2010, mentre per Roma, il secondo principale mercato di sbocco è costituito dall’America Settentrionale (13,64%).

I risultati del 2009
Il 2009 è stato un anno piuttosto negativo per la performance commerciale italiana: il valore delle merci nazionali vendute all’estero è diminuito del 21,20% rispetto al 2008, passando da circa 369 miliardi di euro a circa 291 miliardi di euro.
Per effetto della crisi, anche il Lazio nel 2009 ha visto ridurre il valore delle proprie esportazioni, con una variazione del -18,86% rispetto all’anno precedente.

Nel 2009 tutte le province laziali hanno registrato una riduzione abbastanza consistente delle proprie esportazioni rispetto al 2008: Roma (-23,20%), Latina (-12,85%), Viterbo (-26,01%), Frosinone (-10,93%) e Rieti (-41,21%).
Il principale mercato di sbocco delle esportazioni laziali nel 2009 è stata l’Unione Europea a 27, un’area che ha assorbito la quasi totalità dell’export della provincia di Rieti (83,43%) e Frosinone (76,54%), ma che ha avuto un peso di rilievo anche per le esportazioni di Latina (68,69%), Viterbo (57,90%) e Roma (44,56%).

Sia per Frosinone che per Viterbo, i Paesi europei non UE hanno rappresentato il secondo bacino di destinazione delle merci vendute all’estero, con un peso percentuale rispettivamente di 8,27% e 11,65% del loro export totale,

Informazioni
www.unioncamerelazio.it

 


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